Facciamo ORDINE! terza parte

Facciamo ORDINE! terza parte

Negli ultimi articoli vi ho raccontato dell’istituzione del nuovo Ordine delle Professioni Sanitarie (il famigerato Ordine TSRM e PSTRP) e delle 18 figure sanitarie che per legge hanno i requisiti per accedervi. Oggi vi racconto perchè buona parte di questi professionisti è indignata ed irata e perchè si ritiene che lo debbano essere anche i cittadini.

Tutto ha inizio la mattina del 21 dicembre 2018, quando un tamtam serpeggia tra i professionisti recentemente iscritti al nuovo Ordine e tra quelli in attesa di completare l’iscrizione: il Governo ha intenzione di votare ad approvare un emendamento che apparentemente vanifica gli sforzi di quanti hanno lavorato per decenni in attesa dell’atteso traguardo, impegnandosi da sempre nella lotta all’abusivismo.


Succede che nel pomeriggio prima delle vacanze natalizie viene approvato l’emendamento n° 1.6003 DDL n°981, nel cui testo si legge: “4-bis. Ferma restando la possibilità di avvalersi delle procedure per il riconoscimento dell’equivalenza dei titoli del pregresso ordinamento alle lauree delle professioni sanitarie di cui alla legge 1° febbraio 2006, n. 43, coloro che svolgono o abbiano svolto un’attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi dieci anni possono continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, fermo restando che tale iscrizione non produce alcuna equiparazione ai titoli per i quali è prevista l’iscrizione ai relativi albi professionali

Ora, è vero che rientrerebbero tali figure in un elenco speciale, tuttavia la domanda che affiora sulla bocca di tutti è: PERCHE’?


Quello che in molti hanno letto  in tali parole è: chi ha svolto negli ultimi dieci anni per 36 mesi anche non continuativi una professione sanitaria, senza averne titolo, potrà continuare a farlo. A patto che si iscriva a questi elenchi speciali entro l’anno. A conti fatti potrebbe coincidere con un lavoro stagionale distribuito su un decennio.

Ora, perchè dovrebbe esserci una professione di riferimento, se da ben oltre 10 anni lo Stato Italiano aveva chiaramente individuato le professioni sanitarie abilitate ad esercitare? Se alcune figure andavano già in esaurimento nel 1999 (ossia terminavano gli studi formativi e abilitanti le classi iniziate prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, che prevede ormai una formazione universitaria per l’abilitazione professionale in ambito sanitario), perchè dovremmo ancora una volta creare un salvagente per figure che PER LEGGE non dovrebbero esercitare, in quanto prive di abilitazione?

Hanno precisato che sarà un elenco ad esaurimento, pertanto non ci saranno (al momento) ulteriori modifiche al testo di legge in futuro… Tuttavia non indora la pillola sapere che lo hanno permesso : il solo fatto che si dica che l’iscrizione a questo elenco non permette di equiparare le figure tra loro, significa che qualcuno ha evidentemente esercitato in ambito sanitario senza avere titolo abilitante (ne abbiamo parlato nell’ultimo articolo)! Di fatto quindi parliamo di soggetti abusivi della professione sanitaria.

Nel 2017 l’Agenzia delle Entrate aveva cercato di mettere una pezza con la Circolare n°7/E del 4 aprile 2017, dove a pagina 27 e 28 si legge:

“Le spese sostenute per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel DM 29 marzo 2001, sono detraibili anch’esse senza necessità di una specifica prescrizione medica (ad esempio fisioterapista, dietista).
La prescrizione medica non viene richiesta nell’ottica di semplificare gli adempimenti fiscali per i
contribuenti, ma ciò non implica, né sul piano normativo né sul piano del concreto esercizio delle
professioni sanitarie, alcuna legittimazione allo svolgimento di attività sanitarie in difformità alle
disposizioni legislative e regolamentari che le disciplinano. (…) Le prestazioni del massofisioterapista sono detraibili solo se rese da soggetti che hanno conseguito entro il 17 marzo 1999 il diploma di formazione triennale. (…) Le prestazioni rese da massofisioterapisti che hanno conseguito il diploma successivamente a tale data non sono detraibili, neanche in presenza di una specifica prescrizione medica.”

Fondamentalmente, l’Agenzia delle Entrate nel 2017 dichiarava apertamente che le fatture emesse da professionisti sanitari abilitati possono essere giustamente detratte come spesa sanitaria, quelle emesse da figure non abilitate in ambito sanitario non sono riconosciute come tali. Poco importa se si usa l’escamotage della prescrizione medica allegata.

Ora, perchè dunque insistere a voler salvare figure che dopo il 17 marzo 1999 non dovrebbero esercitare?


Il governo ad oggi non ha chiarito quali figure rientreranno di diritto in questo elenco speciale, ne quali siano i requisiti per poter presentare domanda a rientrarvi… pertanto ancora una volta tutto rimane poco chiaro.

Di fatto, siamo divisi tra chi si preoccupa di cosa questo emendamento comporterà e chi invece crede che non cambierà nulla.

Solo il tempo mostrerà gli effetti delle scelte che, volenti o nolenti, si ripercuoteranno su ognuno di noi.

Possiamo solo sperare che venga realmente tutelata la salute di ogni singolo cittadino. Compresa la mia.

 

Rimanete connessi 🙂

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