Facciamo ORDINE! – seconda parte

Facciamo ORDINE! – seconda parte

 

Nell’ultimo articolo ho inziato a raccontarvi della grande rivoluzione in atto in ambito sanitario a livello italiano. Abbiamo parlato della realizzazione dell’Ordine delle Professioni sanitarie regolamentate  ma non ordinate, che finalmente vedevano realizzarsi il sogno di ottenere un albo professionale (una sorta di elenco dei professionisti abilitati ad esercitare su suolo nazionale). Tutti questi albi venivano ulteriormente convogliati in un unico Ordine, quello dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (gli operatori che eseguono radiografie, risonanze, TAC, etc.) che viene denominatoOrdine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione ( abbreviato in Ordine dei TSRM e PSTRP).

Oltre ai Tecnici di Radiologia Medica, in questo Ordine rientrano ora ben 17 figure professionali che esercitano in ambito sanitario. Parliamo di :

  • tecnico sanitario di laboratorio biomedico;
  • tecnico audiometrista;
  • audioprotesista;
  • tecnico ortopedico;
  • dietista;
  • tecnico di neurofisiopatologia;
  • tecnico di fisiopatologia cardiocirolatoria e perfusione cardiovascolare;
  • igienista dentale;
  • fisioterapista;
  • logopedista;
  • podologo;
  • ortottista e assistente di oftalmologia;
  • terapista della neuro-psicomotricità dell’età evolutiva;
  • tecnico della riabilitazione psichiatrica;
  • terapista occupazionale;
  • educatore professionale;
  • tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro

Sebbene alcune di queste figure (in particolare le ultime due) non vengono abitualmente considerate tali, rientrano di diritto tra le professioni sanitarie in quanto originariamente erano ruoli nati in ambito sanitario.

Tutte queste figure seguono una formazione professionale che a metà degli anni ’90 è divenuta universitaria e che abilita (previo superamento dell’esame di stato) a svolgere la professione appresa in tutto lo Stato Italiano. I soggetti in possesso del titolo conseguito prima dell’entrata in vigore del nuovo percorso formativo, dovevano sottoporsi a procedura di equipollenza  o risultavano automaticamente equipollenti ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post-base (legge 42/99 art.4).

Nonostante lo Stato Italiano abbia dunque stabilito che tutti i professionisti sanitari abbiano una formazione universitaria  (Riforma Sanitaria avviata con il DL 502/92), equiparandosi al resto d’Europa,  alcune scuole private han deciso di proseguire con i propri corsi formativi. La differenza sostanziale è che in Italia l’unico percorso formativo abilitante ad una professione sanitaria è universitario, i corsi seguiti in istituti privati (non universitari) formano senza abilitare.

Come nello scorso articolo, ribadisco che non sono io a dirlo: lo dice la legge italiana.

Infatti per la Costituzione i cittadini italiani hanno il sacrosanto diritto di istruirsi. E questo è più che giusto. Quello che non riesce a passare è il concetto che FORMAZIONE e ABILITAZIONE sono due cose differenti.

Per intenderci: se trovo qualcuno che è disposto a spiegarmi tutto sulla chirurgia cardiotoracica e riesce persino a farsi pagare, buon per lui che porta a casa qualche soldo e buon per me che ho imparato ciò che volevo… ho dunque formato la mia persona, tuttavia senza laurea in medicina e debita specializzazione non ho alcuna possibilità di eseguire interventi di cardiochirurgia perchè non sono abilitata.

L’esempio è volutamente forte per farvi comprendere la differenza.

Alcuni cittadini son convinti ahimè di poter eseguire il lavoro dei loro sogni, fino a quando non si scontrano con la realtà. Il fatto è che la legge parla chiaro. Non do loro colpe se intendono darsi più opportunità lavorative: in questo caso i colpevoli sono gli istituti che formano senza mettere in chiaro le cose! Perchè la verità è che chi forma non commette alcun reato: sta semplicemente seminando sapere. Chi è formato ed esercita senza abilitazione al contrario commette reato, e ricordiamoci che la legge italiana non ammette ignoranza. Quindi se sorpresi ad esercitare una professione sanitaria in assenza di abilitazione si è a tutti gli effetti inquadrati come abusivi.

Chiariamo che vale per tutti: se uno studente di fisioterapia prossimo alla laurea stesse svolgendo la propria attività prima di aver superato l’esame di stato e conseguito la laurea, sarebbe anch’egli a tutti gli effetti un abusivo, in quanto FORMATO MA NON ABILITATO.

Ecco, l’Ordine delle Professioni Sanitarie sarebbe finalmente giunto a far chiarezza tra chi può e non può esercitare in ambito sanitario oltre a Medici, Infermieri e Psicologi che usufruiscono già di un Ordine o di un Collegio.

In tanti han provato a iscriversi, tuttavia solo chi è in possesso dei documenti in regola con la legge è stato accolto nell’Ordine dei TSRM E PSTRP, gli altri son rimasti fuori. Come dicevo all’inizio di questo articolo, sarebbero rientrati nell’Ordine solo i professionisti con un titolo universitario presente nell’elenco citato o in possesso di titolo EQUIPOLLENTE.

Di nuovo, uso il condizionale perchè i politici han ribaltato tutto con un assurdo emendamento di cui vi parlerò la prossima settimana.

 

Restate connessi 🙂

 

 

 

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