Facciamo ORDINE! – prima parte

Facciamo ORDINE! – prima parte

Recentemente la cronaca sta facendo notizia e in diversi mi chiedono cosa stia succedendo. Ho atteso a scrivere un articolo al riguardo perchè dovevo prima placare la rabbia e l’indignazione per una manovra assurda del nostro governo, che creerà non poca confusione, non pochi problemi e un’infinità di ingiustizie. Il tutto sulla pelle dei cittadini.

Attendevo di annunciarvi con gioia le novità al riguardo, la fine di una battaglia burocratico-legislativa durata più di 30 anni e che finalmente nel 2019 sarebbe terminata con il raggiungimento di un obiettivo importante: l’istituzione dell’ORDINE DELLE PROFESSIONI SANITARIE. 

La sua importanza è data dal fatto che darebbe tranquillità e sicurezza ai cittadini italiani, tutelando il diritto di essere seguiti da operatori qualificati e abilitati per legge ad esercitare secondo etica e deontologia, distinguendo chiaramente ed arginando i soggetti in abuso di professione sanitaria. 

Eppure in Italia siamo bravissimi a complicare le cose più semplici e distruggere un duro lavoro durato anni e immense fatiche.

Per non crearvi altra confusione…

Facciamo ORDINE.

Da più di trent’anni i Fisioterapisti chiedono che sia istituito un Ordine professionale. La stessa cosa veniva richiesta da altre figure sanitarie, regolarmente abilitate ad esercitare ma prive di un’istituzione cui far riferimento (fatte salve le associazioni di categoria). Sono le cosiddette “professioni regolamentate ma non ordinate” che il DM del 13 marzo 2018 del ministro Lorenzin individuava per costituire una sorta di Ordine condominio. Lo definiamo tale perchè ingloba ben 17 figure professionali sanitarie, che per legge seguono un iter formativo universitario che ne abilita all’esercizio professionale, ne indica mansioni e interventi… e limiti. Tuttavia da oltre trent’anni queste 17 categorie professionali sanitarie non hanno un albo o un ordine a cui far riferimento e a cui rivolgersi in caso di mancato rispetto di etica e deontologia (o per qualsivoglia altra richiesta e informazione).

Unica eccezione fino ad ora è stata il Collegio infermieri  IPAVSI che in qualche modo assolve a tale compito. Per intenderci, chi si laurea in scienze infermieristiche (o  chi è in possesso del precedente diploma, poi sostituito da idoneo percorso di laurea) per poter esercitare è obbligato a iscriversi a tale istituto, che tutela il cittadino nel riconoscere chi è legalmente autorizzato ad esercitare la professione di infermiere e chi no.

Anche negli ospedali e nelle società che collaborano con le ATS (la vecchia Asl) è passato il messaggio dell’importanza di essere iscritti all’Ordine, tanto che tutti i dipendenti e collaboratori rientranti nelle categorie indicate dal DM hanno ricevuto la comunicazione che invitava entro il 31 dicembre scorso a iniziare la procedura di Preiscrizione all’Ordine : entro giugno 2019, tutti i dipendenti e collaboratori delle strutture  e delle aziende sanitarie devono essere in regola con la regolare iscrizione all’Ordine, pena il  licenziamento. 

Difatti, tale normativa prevede che da giugno ’19  solo i professionisti regolarmente formati, abilitati e ISCRITTI ALL’ORDINE possano esercitare su suolo italiano. Sia nel pubblico che nel privato.

Per noi fisioterapisti ha rappresentato una grande conquista.

Questo tanto agognato Ordine giunge finalmente a mettere chiarezza e a legiferare su chi può fare cosa.

In soldoni, chi è nell’Ordine può esercitare, chi non vi è ammesso non può farlo. Vale a dire che se non hai le carte in regola che ti consentano di svolgere una delle professioni che rientrano nell’Ordine e vieni pizzicato ad esercitare mansioni proprie di tali figure sanitarie, sei a tutti gli effetti un abusivo e ne paghi le conseguenze. Seriamente e senza sconti perchè la legge, finalmente, è chiara.

Finalmente dalla prossima estate il cittadino avrebbe potuto sapere con certezza chi è un professionista sanitario regolare e chi no. L’istituzione di questo Ordine sarebbe stato dunque uno strumento in più per tutelare gli utenti e per tutelare il lavoro di chi si è fatto il mazzo per formarsi seguendo tutte le prassi volute dalla legge italiana. L’ultimo tessello che serviva per far chiarezza anche a livello internazionale (all’estero queste 17 figure sanitarie hanno già un Ordine o un Albo di riferimento) avrebbe finalmente la luce.

Chi sarebbe rimasto fuori avrebbe fatto i conti con la scelta di seguire strade alternative che non abilitano alla professione e forniscono semplicemente delle nozioni per incrementare la propria cultura. E mi spiace per chi non digerisce o non è in accordo con quanto ho appena affermato: faccio presente che non lo dico io, ma lo dice la legge italiana.

Tutti contenti insomma… tranne gli abusivi, ovviamente.

 

“E quindi? Dove sta l’inghippo che ha scatenato tante polemiche e tanta ira? E perchè hai improvvisamente usato il verbo al condizionale?”

 

Il fatto è che i magheggi politici han di nuovo creato scompiglio.

Venerdì 21 dicembre 2018 alle 15.00 il parlamento italiano ha votato un emendamento assurdo, che ribalta tutto e crea il caos e alimenta indignazione e rabbia dei professionisti seri e regolari. Gli unici felici ora sono gli abusivi.

Come sempre, chi ci rimette sono tutti i cittadini.

Cosa è successo in concreto, ve lo spiego nel prossimo articolo.

 

Restate connessi.

social position advance

Condividi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *