Alla scoperta dell’odiato certificato medico

Alla scoperta dell’odiato certificato medico

Settembre è tempo di nuovi inizi. Ricominciano le scuole e moltissime attività dopo la pausa estiva … e cominciano anche le discussioni relative a un argomento che mi sta molto a cuore: produrre un certificato medico per attività sportiva non agonistica.

Un tempo bastava recarsi dal proprio medico condotto, sottoporsi ad una visita sommaria e, versando la quota concordata dalla classe medica, ottenere un pezzo di carta che certificasse la “sana e robusta costituzione” e “nulla osta” alla pratica sportiva. Quel foglio permetteva all’assistito di partecipare a corsi di ginnastica, nuoto e accedere alle palestre. Solo chi praticava sport gestiti e promossi dalle Federazioni Sportive aveva la richiesta di sottoporsi a visite più approfondite eseguite in centri specializzati che, tra gli altri test, eseguivano al momento un elettrocardiogramma (ECG) sia riposo che sotto sforzo.

Questo esame più approfondito dava una maggiore tranquillità sul fatto che ci si poteva sottoporre ad allenamenti e gare che richiedono un maggior impegno cardiovascolare. Il che non significa che si fosse esenti da possibili malori, solo che al momento di intraprendere un’attività sportiva non erano stati rilevati segnali anomali dell’attività elettrica del cuore (a riposo e dopo un breve sforzo), che potessero far pensare che il soggetto stesso non potesse praticare quel determinato sport.

La cronaca degli ultimi vent’anni ci ha poi riportato numerosi casi di soggetti -anche estremamente giovani- che avevano malori più o meno gravi sia durante qualche gara che nel corso di una semplice partita tra amici … in taluni casi si parlava addirittura di casi di morte improvvisa. Tutti questi soggetti erano accomunati da problematiche cardiache riscontrate durante l’autopsia, problematiche che avrebbero potuto essere diagnosticate preventivamente se gli sportivi amatoriali si fossero sottoposti ai controlli raccomandati (ed ora costantemente richiesti).


Fu allora che il Governo Italiano decise di emanare il DECRETO BALDUZZI, trasformato poi in Legge (legge n. 189 del 8 novembre 2012) che obbliga i praticanti di attività sportive non agonistiche a sottoporsi a visite sportive corredate da ECG (decreto Balduzzi modello C). Parlo solo di attività non agonistiche, in quanto per le attività agonistiche da decenni vige un rigoroso controllo medico estremamente approfondito e periodico.

Come capita spesso per tante cose, ovviamente ci si è dati ad ogni tipo di sotterfugio per aggirare il D.L.: qualcuno ha prodotto autocertificazioni; altri si sono rivolti a medici compiacenti (magari amici o familiari); qualche furbetto ha persino fotocopiato vecchi certificati falsificandone poi la data per far credere che fosse recente.

Eppure tutti questi trucchetti non hanno alcun valore. Quei fogli, seppur prodotti da un medico, per gli Enti di Promozione Sportiva, le Associazioni e le strutture sportive serie sono pura carta straccia. Figuratevi per le assicurazioni, che cercano sempre cavilli per verificare la veridicità di documenti e situazioni. Volete sapere perché?

Sempre il nostro Governo ha stilato un elenco di precise responsabilità: nessuno può far tutto e di certo i medici non possono prendersi responsabilità per qualsiasi ambito della salute. Ecco perché esistono precise specializzazioni.

Nello specifico, riferendoci ai tanto odiati certificati medici per attività non agonistica, il dottor Silverio Valerio ribadisce che “gli unici che possono certificare sono:

  • MEDICO DI MEDICINA GENERALE (medico di base), relativamente ai suoi assistiti;
  • PEDIATRA DI LIBERA SCELTA, relativamente ai propri assistiti;
  • MEDICO SPECIALISTA IN MEDICINA DELLO SPORT;
  • Medico aggregato alla FMSI (abilitato dalla FMSI dopo un corso e relativi esami).

NESSUN ALTRO PUÒ CERTIFICARE!”

E questo sempre perché, per legge, le sopracitate figure sono attualmente le uniche insignite del titolo di CERTIFICATORE, con le conseguenti responsabilità civili e penali.

E’ un po’ come il discorso dei medici fisiatri: molti sono fisiatri, ma pochi di essi sono “prescrittori” di specifici ausili e ortesi.


Qualcuno controbatte dichiarando che il certificato lo ha scritto il proprio cardiologo. E anche in questo caso il dottor Valerio ci fornisce chiarimenti. “Il cardiologo fa la visita e suggerisce al certificatore se il soggetto può o meno praticare quella determinata attività sportiva. Il certificatore poi, sulla base delle indicazioni del cardiologo, redige o non redige il certificato. Purtroppo il cardiologo non è come l asso di danari che piglia tutto!” Anche in questo caso dunque, parliamo di specifiche responsabilità legali.

Ora, la salute è una e credo sia nel proprio interesse cercare di prendersene cura, perciò che male c’è a sottoporsi ad un controllino annuale per star tutti tranquilli – sia praticante che istruttore- recandosi dallo specialista giusto?

Se scegliete di recarvi presso un centro di medicina sportiva, potete stare sereni: lo staff conosce la procedura e le diciture da utilizzare considerate idonee. Se invece vi recate dal vostro medico di famiglia, sappiate che il certificato deve riportare questa specifica dicitura:

“Il soggetto, sulla base della visita medica da me effettuata, dei valori di pressione arteriosa rilevati, nonché del referto del tracciato ECG eseguito in data __________, non presenta controindicazioni in atto alla pratica di attività sportiva non agonistica.”

Inoltre, il documento deve riportare:

  • Nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza del soggetto
  • Luogo, data, timbro e firma del medico refertante

E’ utile inoltre ricordare che questo certificato è valido per un anno dalla data di compilazione e per qualunque attività sportiva non agonistica scegliate di praticare durante l’anno.

Quando scade, occorre rifarlo.

In genere, nei centri di medicina sportiva tengono in archivio per alcuni anni una copia del certificato. Questo permette al certificatore di monitorare la vostra salute nel tempo (relativamente ai test eseguiti): quando qualcosa non va, sarà il certificatore stesso a inviarvi dallo specialista più idoneo a chiarire la situazione anomala eventualmente riscontrata.


Ringrazio per le dovute precisazioni il dottor dott. Silverio Valerio, medico chirurgo dell’emergenza, Formatore di BLSD- e BLSD pediatrico e di Primo Soccorso, medico dello sport di 1° livello e medico sociale della Scuola Italiana di Nordic Walking.

Per ora è tutto direi, sappiate però che torneremo a parlare ancora di questo delicato argomento.

 

Restate connessi 🙂

P.S. Se volete approfondire, potete consultare i seguenti riferimenti normativi:

E tutte le successive modifiche compresa la Legge Gelli-Bianco (G.U. 17 marzo 2017)

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